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Quando si parla di scienziati, e di teoria evolutiva, molto spesso il nome di Charles Darwin spunta come per incanto al centro delle conversazioni. In molti si potrebbero domandare il perché, e la risposta non sarebbe difficile da trovare, dato che Darwin è stato uno dei fondatori della teoria evoluzionista sulla quale si basano gran parte degli studi moderni in questo settore. Nessuno più di Darwin cercò e riuscì di fare luce sui misteri che avvolgevano e avvolgono l’origine dell’uomo, riuscendo ad avviare un nuovo corso scientifico, creando un rapporto innovativo tra la scienza stessa e la religione.

Darwin nacque nel 1809 a Shrewsbury, in Inghilterra, e mori successivamente nella città di Londra nell’anno 1882. Sia il padre che il nonno lavoravano nel campo della medicina, il giovane Charles seguì le orme di famiglia iniziando a studiare presso la stessa facoltà. Una volta abbandonati gli studi la famiglia lo indirizzò verso una carriera ecclesiastica nella città di Cambridge, fu proprio in questo luogo che grazie alle ferventi lezioni di William Whewell scopri la sua passione per la storia naturale.

Coltivando il suo interesse smodato per le scienze naturali e la natura in sé stessa, intraprese un’avventura imbarcandosi a bordo del brigantino “Beagle” per un’esplorazione scientifica della durata di cinque anni, viaggiando tra le coste del Sud America. Nel corso di questi cinque anni, Darwin raccolse informazioni e materiale che poi gli permisero di formulare la sua “teoria evoluzionistica,” trattata approfonditamente all’interno del celebre scritto “L’origine delle specie” (The origin of species, 1859).

Al tempo nel quale Darwin formulò la sua teoria rivoluzionaria, non era certo semplice parlare di questa tipologia di argomenti. La sua tesi si basava sul fatto che alcuni “gruppi” di organismi facenti parte di una stessa specie, fossero in grado di evolversi in modo graduale con il passare del tempo e attraverso una chiara selezione a livello naturale. Non è difficile comprendere perché la Chiesa anglicana si schierò apertamente contro questa teoria evoluzionistica, e sarà necessario attendere fino al 2008 perché la stessa chiesa si scusasse e riconoscesse che le teorie darwiniane ebbero grande importanza nel migliorare la conoscenza e il rapporto tra la natura e l’uomo che la abita.