Curiosità su Charles Darwin. Parte 2

Charles Darwin e la schiavitù

Darwin si dimostra fin da subito completamente contrario alla schiavitù. Dopo aver visitato le coste del Brasile, passando per Rio de Janeiro, e restando sconvolto dalle atrocità perpetrate contro gli schiavi, le sue idee divennero ancora più chiare. Differente fu invece l’approccio alle svariate civiltà indigene che incontrò durante il suo viaggio. Coloro che vivevano secondo consuetudini inconcepibili per un uomo inglese di quei tempi, venivano considerati selvaggi e la mentalità di Darwin era proprio quella di un uomo della borghesia inglese del XIX secolo. Quindi secondo lui, il fatto che gli indigeni considerassero uguali tutti gli individui appartenenti alla tribù, era la causa fondamentale della loro impossibilità di civilizzarsi. Stiamo parlando del fondamento della dottrina sociale conosciuta come “sistema Cambridge,” la base sulla quale si sono sviluppate le teorie imperialistiche inglesi  e che hanno lasciato le loro tracce anche all’interno del pensiero scientifico naturalista di Darwin. La gerarchia sociale non è mai stata messa in discussione. Lo scienziato inglese non era consapevole che gran parte delle culture indigene incontrate durante il suo viaggio, sarebbero sparite nel giro di pochi anni, non perché si fossero convertite alla civilizzazione moderna, ma bensì perché vennero obliterate dalla incontrollata devastazione dell’ambiente, dalle malattie trasmesse attraverso l’arrivo dei popoli occidentali, e dall’obbligo di cambiare il loro stile di vita per adeguandosi a quello europeo. In questo modo andarono perdute tradizioni e insegnamenti che sarebbero utili anche oggi giorno per apprendere come vivere in armonia con l’ambiente circostante.

La teoria evoluzionistica iniziale

Durante il settembre 1844, all’interno di una lettera inviata al botanico Joseph Dalton Hooker, Darwin definisce sommariamente per la prima volta la sua teoria evoluzionistica. Da quel momento in poi Darwin continuerà senza sosta le sue ricerche, raggiungendo risultati incredibili alternati a periodi nei quali la sua pazienza giunse quasi al limite per la mancanza di risultati e la grande frustrazione. Le lettere che scambia con altri scienziati sono un esempio dell’ostinazione di Darwin e di come tentasse di asservire la natura per uno scopo, quello di teorizzare in modo concreto la sua ipotesi.

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