Sono motivi che riguardano il valore etico e culturale della scienza. Il visitatore potrà apprezzare innanzitutto la figura eccezionale di uno scienziato che ha saputo condensare in una vita sola una giovinezza spensierata senza troppa voglia di studiare, un viaggio avventuroso di cinque anni attorno al mondo così denso di meraviglia da apparire come un perfetto romanzo di formazione, un secondo viaggio londinese tutto mentale all’inseguimento di un’intuizione rivoluzionaria e inconfessabile, venti lunghissimi anni di silenzio operoso nella campagna del Kent, la morte della figlia più amata, e poi un precipitare quasi teatrale di accadimenti: la lettera occasionale di un potenziale rivale, la corsa alla pubblicazione, il successo mondiale dell’Origine delle specie, lo scandalo nella buona società dell’epoca, il sottrarsi alle polemiche, la fama, le opere apparentemente bizzarre della vecchiaia, le ansie di vita eterna della moglie, gli onori della sepoltura in Westminster accanto a Newton. Il tutto in un uomo solo, che forse non cercava tanto. Ciò che stupisce è che l’eredità di Darwin oggi non sia meno ricca della sua biografia, al punto che ancora stiamo imparando dai suoi testi più sconosciuti. C’è il Darwin naturalista che consegna alla scienza una spiegazione imprescindibile per organizzare in un’unica cornice coerente tutte le nostre conoscenze sul mondo vivente. C’è il Darwin ricercatore con quel suo peculiare metodo di indagine e l’originale intreccio di osservazione, di teoria e di unificazione di fatti sparsi. C’è il Darwin anticipatore, che seppe essere talvolta più moderno dei suoi stessi epigoni. C’è il Darwin privato che rimugina per decenni sulle conseguenze delle sue scoperte e non si rassegna a scorciatoie consolatorie. C’è tutto questo, ma anche i suoi legami sorprendenti con l’Italia e una speciale sezione dedicata all’evoluzione umana, nella grande mostra del bicentenario che aprirà i battenti al Palazzo delle Esposizioni di Roma il 12 febbraio prossimo. Con Darwin la natura diventa un racconto appassionante, una storia di diversità, di antenati comuni, di contesti mutevoli, di eventi imprevedibili, di possibilità più che di necessità. Vi è davvero “qualcosa di grandioso in questa visione della vita”.
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